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Dalla fine del Settecento nei terreni argillosi e sabbiosi dell'area orientale dell'Appennino piacentino, ed in particolare lungo le ripide pareti dei calanchi e nelle incisioni di piccoli rii delle valli del Nure, Chiavenna, Arda e Ongina, venivano alla luce le testimonianze fossili del "mare pliocenico".

Ma già tre secoli prima Leonardo da Vinci, che per primo riconobbe l'origine organica dei resti fossili, ebbe modo di vedere le conchiglie raccolte nei pressi della Val d’Arda mentre si trovava a Milano dove stava lavorando alla statua equestre di Francesco Sforza e la citazione di questi fossili, che il maestro chiamava nichi, è riportata nel celeberrimo Codice Leicester.

“Vedesi inelle montagnie di Parma e Piacenzia le moltitudine de’ njchi e coralli intarlati, ancora appiccati alli sassi; de’ quali, quand’io facevo il gran cavallo di Milano, me ne fu portato un gran sacco nella mia fabbrica da certi villani, che in tal loco furon trovati; fra li quali ve n’era assai delli conservati nella prima bontà”.

Leonardo da Vinci, Codice Leicester

 

Leonardo sul cartiglioLeonardo sul cartiglio

 

Le colline su cui sorge Castell’Arquato sono modellate sui sedimenti che si depositarono in un periodo di tempo che va da 5 a circa 1,2 milioni di anni fa in un braccio di mare che occupava l’attuale Pianura Padana ed era l’habitat naturale per una grande quantità di organismi: dai molluschi ai granchi, dai coralli ai grandi cetacei.

I loro resti, rimasti imprigionati per millenni nelle sabbie e nelle argille, oggi si presentano sotto forma di fossili. Gran parte della zona orientale della provincia di Piacenza ne è talmente ricca che un piano geologico del Pliocene è universalmente conosciuto con il termine di “Piacenziano”.

“Nel bacino del Mediterraneo […] il livello delle acque lambiva le falde dei monti che lo circondavano; e le cime dell'Appennino si trovavano in questo mare, spuntando come isole, strette da acque salate. […] Anche sopra le pianure d'Italia, dove oggi volano a stormi gli uccelli, i pesci erano soliti muoversi in numerosi branchi”.

Leonardo da Vinci, Codice Leicester

CalcareniteCalcarenite

 

In occasione del 500° anno dalla scomparsa di Leonardo il Comune di Castell'Arquato vuole celebrare l’anniversario per mezzo di alcuni eventi:

  • con l’intitolazione ai "nichi di Leonardo" (le conchiglie fossili) della collina che dal basso paese raggiunge l'area medioevale del borgo e la sede del Museo Geologico “G. Cortesi”;
  • con la realizzazione della mostra-riflessione di Ugo Locatelli “Così il tempo presente. Omaggio al pensiero di Leonardo” costituita da 25 tavole iconografiche, un video e un modello di ponte, in risonanza con i temi e le metafore del tempo, dei fiumi e dell'acqua, al di là degli stereotipi e della retorica mediante l'esplorazione e la presentazione di alcune delle innumerevoli sfaccettature della sua mente, del suo disegno e della sua scrittura

Tavola MostraTavola Mostra

Una delle tavole realizzate da Ugo Locatelli per la mostra

 

Le iniziative riguardanti l’anniversario hanno preso avvio nel maggio 2018 con la mostra “Tracce. L’infinito di Bertuzzi e i nichi di Leonardo”. Una rassegna nella quale alcuni reperti fossili dell’antico mare sono stati esposti nel salone d’onore del museo accanto ad opere su carta di Romano Bertuzzi.

 

Sala d'onore del museoSala d'onore del museo    Disegno nichiDisegno nichi

 La Sala d'Onore del museo e, a fianco, l'opera "Nichi" di Romano Bertuzzi